L’uomo e l’ambiente, un rapporto difficle, un sistema di equilibri delicato, da cui dipende il futuro del pianeta. Il termine “ecologia” nel tempo ha assunto significati diversi: dall’iniziale complessa accezione scientifica del 1866, al più moderno e onnicomprensivo concetto, connesso a principi di rispetto e conservazione e tutela dell’ambiente.
Quanta armonia ed equilibrio ci sono nel lasciare in eredità ai propri discendenti un paesaggio naturale intatto, un lago, una foresta, una spiaggia invasa soltanto dalle alghe e dai tronchi abbandonati dalle tempeste. Un’eredità di cui anche noi abbiamo beneficiato e che, purtroppo, stiamo dilapidando rapidamente...
Credo che la differenza stia proprio qui: il trasporto (di prodotti sovente superflui o del tutto inutili) non presuppone alcuna comunicazione con il contesto territoriale che si attraversa, tanto meno con le persone che lo abitano. In passato, invece, le grandi strade (pensiamo alla Via Emilia o all’Aurelia, tanto per fare un esempio) attraversavano necessariamente città e paesi, che ne beneficiavano anche in termini sociali e culturali...
...mi sento pertanto obbligato a ribadire che, senza un mutamento radicale di paradigmi di riferimento, qualsiasi azione, anche se
apparentemente finalizzata alla tutela dell’ambiente, si muove prima o poi in direzione esattamente opposta, in quanto altrimenti si scontrerebbe con il mostro economico che sta divorando l’uomo e il pianeta...
Pier Paolo Pasolini aveva così efficacemente definito “sviluppo senza progresso”, che ha comportato la distruzione delle culture locali e la creazione di un nuovo modello umano fondato sul consumo...
...un’ulteriore riflessione vale la pena di farla in merito al commercio equo e solidale: se, per un verso, esso persegue l’intento, condivisibile, di privilegiare i piccoli produttori di paesi in via di sviluppo rispetto alle multinazionali del settore agro-alimentare, può però indurre comportamenti controproducenti. Ad esempio, incentivando il consumo di prodotti esotici non strettamente necessari, come i tanti frutti tropicali dal gusto perlomeno dubbio una volta che raggiungono le nostre tavole...
Questo breve excursus vuole descrivere, in sintesi, la dinamica che ha generato lo squilibrio attuale: una forma di rapina ai danni dell’ambiente e delle persone, da cui deriva il degrado di entrambe le componenti, sociale e ambientale. Il “feed-back” finale del processo si esprime attraverso la migrazione di milioni di persone da un continente verso un altro, in una sostanziale inconsapevolezza generale dei meccanismi e delle modalità che la governano e, soprattutto, delle responsabilità che noi tutti abbiamo in proposito...