Editoriale
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Raccolta degli editoriali apparsi all'inizio di ciascun fascicolo di Natural 1. Per ripercorrere le varie tappe del cammino di Natural 1 negli ultimi anni.

Editoriale Natural 1 - dicembre 2017

Vive in Indonesia, nella regione settentrionale dell’isola di Sumatra ed è stato chiamato Orango Tapanuli. È una nuova specie di primate, la cui esistenza è stata confermata nel 1997 e in seguito a studi sull’anatomia e analisi del DNA è stato classificato dagli scienziati e aggiunto alla famiglia delle grandi scimmie.
Un cuore artificiale in grado di pompare sangue, realizzato interamente in silicone, senza parti meccaniche o in metallo, costruito grazie a una stampante 3D. È proprio questa tecnologia, ormai ampiamente diffusa nei più svariati settori, che ha permesso di creare la complessa struttura interna di questo cuore, pur utilizzando un materiale flessibile e morbido come il silicone. I test effettuati hanno dimostrato che è in grado di funzionare in maniera del tutto simile a un cuore naturale. Ma ci sono ancora alcuni problemi da superare prima di un suo auspicabile utilizzo clinico: il monoblocco di silicone infatti resiste solo per circa 3.000 battiti, in pratica mezz’ora.

Editoriale Natural 1 - novembre 2017

Secondo la tradizione, la carta fu prodotta per la prima volta nel 105 d.C. da Ts’ai Lun, un eunuco della corte cinese dell’imperatore Ho Ti. Il materiale usato era probabilmente la corteccia dell’albero del gelso da carta (Broussonetia papyrifera), opportunamente trattata e filtrata in uno stampo di bastoncini di bambù o forse, come altri asseriscono, con vecchi stracci, reti da pesca e scorza d’albero. Ne scaturì comunque uno strumento alla portata di tutti, fin dall’inizio.
Come si concretizzava prima di allora il pensiero umano? Erano utilizzati i materiali più diversi: dalle foglie alla corteccia degli alberi, dalle tavolette di avorio e di bambù a quelle di argilla, dalle lastre di bronzo o di piombo alle tavole di pietra. Materiali piuttosto scomodi, in verità.

Editoriale Natural 1 - ottobre 2017

Un lasso di tempo enorme, saranno necessari almeno quindici anni per ristabilire equilibrio e biodiversità nei boschi andati a fuoco nel corso dell’estate in tutto il Paese: la perdita di vite umane innanzi tutto, e la  distruzione di ampie aree di bosco che concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici, con inestimabili danni agli ecosistemi colpiti ed effetti sulla già precaria tenuta idrogeologica del territorio: un vero disastro sociale ed ecologico.  
Distrutte Intere comunità di organismi viventi che interagiscono tra di loro, popolazioni costituite ognuna da organismi della stessa specie e che interagiscono anche con la componente abiotica formando l’ecosistema.

Editoriale Natural 1 - settembre 2017

Olio, frumento e vino, alimenti delicati e deperibili che già nell’antica Roma erano trasportati da una sponda all’altra del Mediterraneo con anfore in cotto, un materiale ideale e igienico.
Se ci ragioniamo sopra, è la natura stessa che si è provvista di protezione per sue numerose creature: il guscio delle uova o del cocco, le spine del fico d’India, le conchiglie, la frutta secca, perfino il marsupio dei canguri!
I secoli e l’ingegno ispirarono l’uomo a inventare un’infinità di tipologie d’imballaggio e trasporto: carta, cartone, legno, plastica, polistirolo, fogli d’alluminio.
Una riflessione sull’imballaggio primario ovvero quello di una singola unità di vendita, la bottiglia di acqua, la scatola di tonno, un contenitore di ammorbidente, un flacone di medicina, una crema: in sintesi, un imballaggio destinato in modo diretto al consumatore finale.
Certamente dovrà essere sicuro, pratico, economico, facilmente riciclabile ma soprattutto accattivante e rispondere ai tratti distintivi, funzionali ed estetici per essere riconoscibile tra la folla di prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati attirando l’attenzione del consumatore.

Editoriale Natural 1 - luglio-agosto 2017

La desertificazione rappresenta il grave degrado delle terre già aride, semi-aride e sub-umide secche.
Le cause di tale fenomeno sono da attribuire a diversi fattori tra i quali le variazioni climatiche e le attività umane.
L’effetto più evidente, in pratica, è la diminuzione o la scomparsa della produttività e complessità biologica o economica delle terre coltivate, sia che siano irrigate o non, dei campi, dei pascoli, delle foreste o delle aree boschive, causate dai sistemi di utilizzo della terra, o da uno o più processi, compresi quelli derivanti dall’attività dell’uomo (utilizzo di agenti chimici) e dalle sue modalità di insediamento, tra i quali l’erosione idrica, eolica (sfruttamento indiscriminato).

Editoriale Natural 1 - giugno 2017

Sono recenti le statistiche pubblicate da ISTAT sulle aspettative di vita della popolazione italiana, quasi 88 anni.
Il primo rilievo disponibile data 1863, quando l’età media di morte non arrivava ai 50 anni. Negli anni a seguire ci furono aumenti e flessioni, ma con un complessivo trend in crescita che fece registrare come età media di morte 54 anni nel 1881, quasi 60 nel 1891, 62 nel 1901, fino ai 71  del 1951.
“Nel 2014, i decessi in Italia sono stati 598.670, con un tasso standardizzato di mortalità di 85,3 individui per 10mila residenti. Dal 2003 al 2014 il tasso di mortalità si è ridotto del 23%, a fronte di un aumento del 1,7% dei decessi (+9.773) dovuto all’invecchiamento della popolazione”.
Un dato che ci conforta: per molte delle principali cause, i tassi di mortalità diminuiscono in tutte le aree geografiche del Paese, si riducono i differenziali territoriali della mortalità per malattie cerebrovascolari, altre malattie del cuore, tumori maligni di trachea, bronchi e polmoni e per malattie croniche delle basse vie respiratorie.

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