Alimentazione ragionata

Alimentazione ragionata

Un'alimentazione corretta è condizione imprescindibile per conseguire e mantenere uno stato di benessere. Gli alimenti introdotti con la dieta influiscono sui processi fisiologici dell'organismo e possono contribuire all'insorgenza, o alla cura di determinate patologie.

La manioca: fonte calorica fondamentale per la dieta dei paesi poveri

Patrizia Restani, Chiara Di Lorenzo

Dalle sue radici si ricava una farina, la tapioca, che per molte popolazioni rappresenta una fonte energetica insostituibile, in funzione dell’elevato contenuto di carboidrati. La manioca è utilizzata anche nella medicina popolare per la cura di vari disturbi come la diarrea e la malaria; inoltre è priva di glutine e può essere utilizzata nella dieta dei soggetti celiaci. Ma tutta la pianta contiene linamarina, un glucoside che libera acido cianidrico, e perciò è necessario attuare un particolare processo di detossificazione per rendere commestibili radici e foglie.

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Consumo di carne rossa e cancro del colon-retto

Un recente studio presentato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto ancora all’attenzione del pubblico e del mondo scientifico il rapporto che intercorre tra il consumo di carne rossa e lo sviluppo di tumori. Una notizia che ha suscitato clamore e allarme, ma che merita alcune puntualizzazioni, distinguendo anche le carni rosse lavorate da quelle fresche. Uno stile di vita sano è basato comunque sulla moderazione, restano perciò sempre valide le raccomandazioni delle principali Società scientifiche e dell’OMS rispetto alla riduzione della carne nella dieta, la quale deve comprendere altre fonti proteiche come uova, pesce e legumi.

Ha destato un certo clamore e, inevitabilmente, molte discussioni, anche a livello scientifico, il recente studio dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro sul rapporto tra consumo di carne rossa e tumori. E' noto da tempo che la carne rossa e, soprattutto, gli insaccati possono essere potenzialmente cancerogeni. Che cosa è cambiato, allora? La certezza della classificazione di un autorevole organismo internazionale, la IARC (International Agency for Research on Cancer, organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) che, dopo aver passato in rassegna 800 studi epidemiologici eseguiti in tutti i paesi del mondo e incentrati sulla relazione tra carni rosse e insorgenza di cancro, ha inserito le carni lavorate tra i cancerogeni certi (il cosiddetto gruppo 1, che comprende anche l’amianto, l’alcol etilico e il fumo, le radiazioni ultraviolette e il Papilloma virus), e le carni rosse tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo (gruppo 2A).
Il lavoro (Bouvard et al., 2015), pubblicato su una delle più autorevoli riviste della letteratura scientifica, Lancet Oncology, è stato condotto da un gruppo di ricerca internazionale in seguito alle numerose evidenze scientifiche, di tipo epidemiologico, che mettono in relazione, a livello di popolazione, l’elevato consumo di carni rosse e lavorate con una maggiore probabilità di insorgenza di alcuni tipi di tumore, in particolare quelli dell’apparato gastrointestinale.
Ma andiamo con ordine, cercando di spiegare quali siano i reali termini della questione e, quindi, come vada recepita correttamente la notizia.

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Rosso con moderazione, le proprietà salutistiche del vino

Marco Angarano

Due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne. Questa è la quantità di vino da assumere che la letteratura scientifica ritiene corretta affinché l’alcol e l’ampio
ventaglio di sostanze che contiene possano svolgere le loro attività salutistiche.
È in particolare il vino rosso, con il suo corredo di polifenoli derivato dalla modalità di lavorazione e fermentazione delle uve con cui è prodotto, che agisce in maniera positiva, sul sistema cardiovascolare, sul profilo lipidico aumentando il colesterolo HDL, sulla sensibilità all’insulina e sull’aggregazione piastrinica, oltre ad agire sui meccanismi antiossidanti endogeni, che possono svolgere attività di prevenzione nei processi di invecchiamento delle cellule cerebrali e di declino cognitivo.

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Tef, il cereale "perduto"

Coltivato principalmente sugli altipiani dell’Etiopia e dell’Eritrea, zone di cui è originario, il tef è un cereale che si adatta bene ai climi semi-aridi delle montagne come pure a quelli più umidi di minori altitudini. I piccoli semi, di colore bianco o rosso-bruno, possiedono un buon contenuto di fibre e di proteine, caratterizzate queste da un alto livello di amminoacidi essenziali. L’assenza di glutine nella composizione proteica rende il tef potenzialmente idoneo alla preparazione di alimenti destinati alla dieta per i celiaci.

Orzo e avena, armi naturali contro il colesterolo

Il consumo regolare di beta-glucani contribuisce al mantenimento delle concentrazione normali di colesterolo nel sangue: questa affermazione è stata riconosciuta dall’EFSA come uno dei claim salutistici approvati dall’ente europeo, a conferma dell’attività salutistica e di riduzione dei fattori di rischio da parte di queste fibre solubili contenute in particolare in orzo e avena, oltre che in molti funghi. Diversi prodotti alimentari sono infatti arricchiti con questi polisaccaridi, in modo che siano incrementati il contenuto di fibre e le proprietà salutistiche. È però importante attenersi alla dose efficace, in quanto è stato osservato che un apporto superiore non ne aumenta i benefici.

Il giusto apporto di fibre nella dieta giornaliera è necessario per garantire all’organismo la corretta funzionalità. Molti studi, svolti in anni recenti, hanno provato il beneficio di un particolare tipo di fibre solubili, i beta-glucani, presenti soprattutto nell’orzo e nell’avena, cereali poco usati nella nostra alimentazione fatta eccezione per l’uso, relativamente recente in Italia, dei cereali a colazione a base di questi cereali o alcune realtà regionali dove l’orzo appartiene alla tradizione di quella zona. Ne sono sufficienti 3 grammi al giorno; anzi, è stato visto che un consumo maggiore non apporta maggiori benefici rispetto alla quota indicata.

Zinco e alimentazione

Annalisa Maietti, Paola Tedeschi, Gianpiero Bonetti, Vincenzo Brandolini

Lo zinco è un minerale essenziale per le funzioni fisiologiche: dopo il ferro è presente nell’organismo in quantità superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento. Dal punto di vista nutrizionale ha un ruolo importante poiché entra a far parte della struttura di oltre 200 complessi enzimatici ed è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni come insulina, ormone della crescita e ormoni sessuali.
Svolge anche un ruolo strutturale di regolazione e catalitico nel metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici. È presente in molti alimenti e una dieta corretta ne garantisce la giusta disponibilità, ma in particolari condizioni può essere necessario ricorrere alla sua integrazione.

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