Editoriale Natural 1 – gennaio – febbraio 2015

Fantanotizie da un un tigì immaginario.

Qualcuno lo ha definito l’anno della svolta o l’anno del coraggio, altri, più prudentemente, l’anno della speranza. Ma cosa ci dobbiamo aspettare? Non intendiamo nel modo più assoluto immergerci in una discussione politica o azzardare disquisizioni da talk show televisivo: ormai la retorica dello storytelling tiene banco ogni sera sui nostri teleschermi e lo squallore dello scarica barile delle responsabilità si amalgama bene con il degradante gossip che tanto share produce. Lasciamo quindi la parola a chi può giudicare meglio di noi e ha la necessaria autorevolezza (?) e competenza (?) per dissertare ai piani bassi dell’informazione.
Molto più semplicemente, e forse con una buona dose di immaturità e incoscienza, sogniamo, immaginiamo di accendere l’amato/odiato televisore e ascoltare i titoli che desideriamo sentirci annunciare: la crisi è ormai alle spalle, l’Europa riparte, si torna a sperare; le banche investono nell’impresa e nei giovani; aperte migliaia di nuove aziende con procedure di 24 ore; i quotidiani tornano a pubblicare annunci di lavoro; stanziamenti ingenti per la cultura, l’istruzione, il turismo; ripartono le opere pubbliche; al via i cantieri di messa in sicurezza per migliaia di siti; azzerati i debiti della pubblica amministrazione; sanità equa e solidale per tutti; la giustizia assicura la giusta pena per corruttori e collusi e infine sana competitività tra pubblico impiego e privato.

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