Editoriale Natural 1 – settembre 2017

Olio, frumento e vino, alimenti delicati e deperibili che già nell’antica Roma erano trasportati da una sponda all’altra del Mediterraneo con anfore in cotto, un materiale ideale e igienico.
Se ci ragioniamo sopra, è la natura stessa che si è provvista di protezione per sue numerose creature: il guscio delle uova o del cocco, le spine del fico d’India, le conchiglie, la frutta secca, perfino il marsupio dei canguri!
I secoli e l’ingegno ispirarono l’uomo a inventare un’infinità di tipologie d’imballaggio e trasporto: carta, cartone, legno, plastica, polistirolo, fogli d’alluminio.
Una riflessione sull’imballaggio primario ovvero quello di una singola unità di vendita, la bottiglia di acqua, la scatola di tonno, un contenitore di ammorbidente, un flacone di medicina, una crema: in sintesi, un imballaggio destinato in modo diretto al consumatore finale.
Certamente dovrà essere sicuro, pratico, economico, facilmente riciclabile ma soprattutto accattivante e rispondere ai tratti distintivi, funzionali ed estetici per essere riconoscibile tra la folla di prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati attirando l’attenzione del consumatore.

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