Editoriale Natural 1 - settembre 2016

Il 60% della popolazione italiana è sovrappeso e le ultime stime dell’OMS dichiarano che il 20% è considerato obeso: eccesso di benessere e attenzione alimentare fuori controllo? E sì che all’inizio del ‘900 eravamo un popolo povero, analfabeta e denutrito, poi il consumo delle carni negli anni del boom economico raggiunse i circa 27 chilogrammi pro capite mentre oggi si attesta sui 78 chilogrammi (!).
Se il nostro punto di riferimento sono gli USA, siamo sulla buona strada (120 chilogrammi pro capite) ma se il confronto è fatto sulla media mondiale (40 chilogrammi) ci accorgiamo che i conti non tornano.
Le statistiche e Trilussa lasciano il tempo che trovano: noi mangiamo per due, gli americani per tre e qualcuno salta il pasto.
E gli altri paesi europei? Si può dire che il nostro consumo alimentare pro capite in generale è di venti punti superiore alla media, ma utilizziamo un’alimentazione più ragionata e consapevole nelle scelte d’acquisto, localizzate nei nostri territori ricchi di prelibatezze ed eccellenze che tutto il mondo ci invidia. Di conseguenza le ricadute economiche restano significativamente in loco a discapito di un approccio più globalizzato.


Ma dove stanno le vere metamorfosi? Che evoluzione sta avendo il cibo nella nostra società?
Punti fermi restano tradizione e dieta mediterranea, ma i nuovi concetti che si stanno sviluppando sono il salutismo (con l’aumento  dell’utilizzo di prodotti bio), la sostenibilità (i plurimenzionati km 0) e la riscoperta di nuove colture realizzate con tecniche agronomiche tecnologicamente avanzate.
Kefir, tempeh, tè kombucha, miso, kimchi, funghi orientali e non, curcuma, zenzero e alghe, sono e saranno alcuni degli alimenti sempre più richiesti, che favoriranno la riscoperta di antiche virtù e la nascita di nuove economie, tutte da sviluppare. Il ritorno delle attività nei campi, un’agricoltura rinvigorita dalle nuove generazioni che investono sulle proprie braccia e sui propri sogni.
Si chiamano aziende agricole multifunzionali, coltivazioni biodinamiche e allevamenti tradizionali, ma anche offerta di prodotti e servizi, libero sviluppo di tutta una filiera, dal mercato alimentare alla cosmetica, dalla bioedilizia alla farmaceutica: erbe del territorio per realizzare cosmetici naturali e integratori, ortiche e canapa per creare tessuti e abiti. Bellezza e salute ispirano agriwellness e beauty-farm, agriasili e agrimatrimoni, un vero e proprio boom delle agri-professioni, che hanno toccato le 115.000 unità, con incrementi annui a due cifre.
Una tendenza già in atto ma in grande sviluppo, da sostenere e incentivare, per creare benessere e sostenibilità ambientale, soprattutto nelle aree particolarmente sensibili dove la disoccupazione è un concetto atavico.
Questi temi e tanto altro saranno protagonisti alla Fiera di Bologna in occasione di SANA, il palcoscenico del naturale e del biologico, dove la redazione di Natural 1 avrà il piacere di incontrare i suoi lettori: saremo al padiglione 36 - stand E74.

Renato Agostinelli

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