Editoriale Natural 1 - luglio-agosto 2018

Italia, nazione europea dove la superficie destinata all’agricoltura biologica continua a crescere e ha un peso sempre maggiore sull’intero comparto agricolo. Lo dicono i numeri di Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione europea, che raccoglie ed elabora i dati degli Stati membri a fini statistici e, dalla più recente classifica pubblicata su questo tema, emerge appunto che in Italia, nel 2016, erano destinati a coltivazioni biologiche circa 1.800.000 ettari, appena sotto a quelli della Spagna. Dal 2012 nel nostro paese il suolo occupato dalle colture biologiche è aumentato del 53%, rappresentando il 14% del totale del suolo agricolo, una percentuale superiore rispetto a quella di Spagna, Francia e Germania.


I numeri dicono che anche il mercato italiano cresce, sia per quanto riguarda l’export sia per quello interno. I consumatori si rivolgono al prodotto bio principalmente perché lo ritengono più sicuro e di qualità.
Notizia di qualche giorno fa: i carabinieri dei NAS, reparto speciale che svolge attività di controllo e tutela in tutti i settori che riguardano la salute pubblica, hanno compiuto una operazione su scala nazionale nell’ambito delle frodi alimentari, perquisendo decine di aziende, denunciando per frode alcune persone e sequestrando una quindicina di tonnellate di prodotti biologici falsi, dalle uova alla frutta secca, dai salumi al pesce e alle erbe aromatiche.
Notizia che, come spesso accade, porta a dare altri numeri, come quelli espressi da Coldiretti, secondo cui il falso biologico colpirebbe 6 italiani su 10, cioè quelli che hanno acquistato prodotti bio nell’ultimo anno.
Compriamo bio perché vogliamo essere più sicuri, perché desideriamo avere una maggiore qualità e invece rischiamo di ritrovarci nel piatto le stesse cose che acquisteremmo a un prezzo molto inferiore, vittime di truffatori che riescono a eludere i controlli. Allarme e panico.
Ed ecco l’intervento di FederBio, la federazione di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica che, sostenendo l’attività dei NAS, precisa come le frodi che sono state scoperte siano di modeste dimensioni e in ambiti molto specifici e che hanno ben poco a vedere con la reale dimensione del mercato dei prodotti biologici in Italia. E non giustificano l’affermazione che la maggioranza della popolazione italiana sarebbe esposta al rischio di frodi alimentari.
Questione di numeri e di come si danno. Questione di comunicazione, di informazione corretta e di consapevolezza dei consumatori.
A settembre, per il trentesimo anno, il mondo del biologico, non solo italiano, si incontrerà a Bologna per il Sana e sarà l’occasione per conoscere e informarsi su tutti gli aspetti del settore bio e del benessere, dall’alimentazione alla cosmesi naturale, alle piante officinali e agli integratori.
E in tema di benessere, come di consueto, presentiamo su questo numero estivo una panoramica dei corsi di laurea in Tecniche Erboristiche proposti dagli atenei italiani, una laurea con le sue peculiarità che devono essere sempre più conosciute, e riconosciute, dal mondo della produzione.
Buona estate.

Marco Angarano

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