Editoriale Natural 1 - dicembre 2018

Qualche settimana fa su alcuni quotidiani è stata pubblicata la notizia del sequestro da parte della Guardia di Finanza di oltre un milione di prodotti cosmetici contenenti concentrazioni di metalli, in particolare cromo e nickel, notevolmente superiori ai limiti imposti dalla regolamentazione comunitaria di settore, e perciò pericolosi per la salute dei consumatori.
Nella notizia era inoltre riportato che “le etichette sulle confezioni dei cosmetici indicavano la presenza di componenti estremamente nocivi (‘Mica’, ‘Magnesium stearate’, ‘Dimethicone’, ‘Paraffinum liquidum’, ‘Polybutene’, ‘Phenoxyethanol’) sia per il consumatore che per l’ambiente”. Chiunque abbia un minimo di confidenza con le formulazioni dei cosmetici e sia in grado di comprendere un INCI, acronimo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, la denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico, può rendersi conto che i “componenti estremamente nocivi” non sono altro che alcune delle materie prime comunemente utilizzate nelle formulazioni di questi prodotti.


Il lemma “fake news” del Devoto Oli le definisce: “Notizie inattendibili, spec. con riferimento a quelle diffuse tramite Internet; bufala”. Sono tante le notizie “fake” relative a cronaca, politica, gossip e ovviamente anche alla scienza e alla salute. Il miele che fa dimagrire; le eccezionali proprietà nutrizionali dei vari superfood o quelle terapeutiche di qualche pianta, che passano di moda nel giro di qualche mese; le diete miracolose fanno perdere decine di chili in una settimana; il glutammato e la sindrome del ristorante cinese, tanto per fare una breve panoramica di queste notizie. Internet e i social permettono una veloce e capillare diffusione di notizie e informazioni - che si definisce appunto virale - prive di validità scientifica, che fanno presa su un vasto numero di persone perché purtroppo la cultura scientifica è carente.
Ci si rivolge alla rete per ricercare informazioni di tipo medico (si stima che un italiano su tre lo faccia per quanto riguarda la dieta da seguire in relazione ai tumori) ma poi non si è in grado di “filtrarle” e quella che si presenta come una novità diventa una verità.
Per questo l’Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione ha messo a punto un decalogo, scaricabile dal suo sito istituzionale, con le regole da seguire per non correre rischi quando si cercano notizie sulla salute, come la verifica della fonte e porre la giusta attenzione a quanto si legge su blog e forum e a chi lo scrive.
Ma oltre alla folta schiera di presunte/i esperte/i “influencer” che spopolano sui social e hanno decine e decine di migliaia di seguaci, fortunatamente c’è anche un buon numero di divulgatrici e divulgatori scientifici seri e preparati, che con entusiasmo, passione e cognizione di causa portano sugli schermi di cellulari, tablet e computer cultura e approfondimenti su argomenti che spaziano dalla cosmesi all’alimentazione, dalla medicina all’astronomia, spesso sfatando le bufale che circolano nella rete.
Vale davvero la pena di diventare loro follower.
Buone feste.

Marco Angarano

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