Editoriale - marzo 2019

Curiamo il nostro aspetto esteriore con i cosmetici, facendo attenzione che la formulazione sia composta da ingredienti naturali senza derivati del petrolio o tensioattivi aggressivi, e che il loro packaging sia realizzato con materiali ecosostenibili. Facciamo attenzione alla nostra alimentazione evitando quei cibi che potrebbero dare, forse, intolleranze o magari causare problemi ben più gravi. Consumiamo integratori e facciamo attività fisica, chi più chi meno, per mantenere il nostro benessere. Ma quello interiore, il benessere della mente e l’armonia dei nostri pensieri in una vita spesso frenetica (per fortuna non per tutti…) con impegni e responsabilità che incombono giorno dopo giorno, come è possibile riuscire a raggiungerlo, come si può curare un ‘malessere’ che non ha cause prettamente fisiche?


La Piccola Farmacia Letteraria, una libreria nata da pochi mesi a Firenze, propone le sue ‘soluzioni letterarie per problemi reali’, come recita il claim che la contraddistingue e che è anche l’obiettivo della sua fondatrice, Elena Molini.
Allegato a ogni volume che consiglia - o che prescrive, a seconda del problema - l’esperta libraia fornisce un bugiardino che suggerisce le modalità di lettura e i possibili, sempre positivi, effetti collaterali. Una bella iniziativa in un’Italia in cui si legge poco: nella classifica del World Culture Score Index al primo posto si trovano gli abitanti dell’India con una media di 10,42 ore settimanali di lettura a persona, seguiti da quelli di Thailandia e Cina; gli italiani sono al 24° posto con solamente 5,36 ore settimanali dedicate alla lettura. Secondo gli ultimi dati Istat relativi al 2017, in Italia le persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro per motivi non professionali sono il 41,0% (circa 23 milioni e mezzo). Risulta però in aumento la produzione editoriale (aumentano del 9,3% i titoli pubblicati e del 14,5% le copie stampate ) ed è in crescita il mercato digitale.
Personalmente sono passato alla lettura dei romanzi in formato e-book (anche per problemi di spazio nella libreria casalinga), ma il piacere di sfogliare la carta resta sempre, in particolare per riviste e libri scientifici, come ovviamente per Natural 1: quando in redazione arriva il nuovo numero fresco di stampa e con il suo caratteristico odore, la creatura che hai visto crescere a video e in bozza, sfogliarne le pagine dona sempre una sensazione unica.
Tornando all’indagine Istat, nell’opinione degli editori i principali fattori che determinano la scarsa propensione alla lettura in Italia sono il basso livello culturale della popolazione (42,6% delle risposte) e la mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura (38,4%). La nuova manovra finanziaria taglia la spesa per l’istruzione scolastica, in particolare quella primaria; ma del resto con la cultura non si mangia.
Buona lettura, di questa rivista e di tanti altri libri.

Marco Angarano

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