Editoriale - maggio 2020

Distanze che si accorciano, con un click sui nostri dispositivi elettronici, comodamente seduti alla scrivania o in poltrona, possiamo vedere luoghi di ogni angolo del pianeta, visitare virtualmente un museo o un monumento, assistere a un concerto live.
Distanze incolmabili, come quella dell’abbraccio di una persona cara, che non può essere sostituito, quando è possibile, dal vederne il viso in uno schermo.
Distanze che, grazie alla tecnologia saranno ‘controllate’ con il tracciamento non solo degli spostamenti, ma anche dei contatti: si concretizzerà la nuova era del pedinamento digitale?
Distanza dal luogo di lavoro, con modalità differenti: per chi ha la possibilità di svolgerlo a casa si attua la modalità definita ‘agile’, per gli altri l’attesa della ‘riapertura’. Una nuova prospettiva, con meno spostamenti, meno traffico e aria che respiriamo più pulita?


Didattica a distanza. Scuole e università, chiuse da quasi due mesi, hanno dovuto riorganizzarsi reagendo in poco tempo e adattandosi a una situazione straordinaria. Attraverso piattaforme informatiche non si svolgono solo le lezioni, garantendo il termine dell’anno scolastico e accademico, ma anche esami e lauree. Anche in questo caso una nuova prospettiva, che permetterebbe, in certe ‘normali’ situazioni universitarie, di evitare aule sovraffollate con studenti seduti per terra o nei corridoi pur di seguire la lezione. Una nuova modalità di didattica che permetterebbe la frequenza a master e corsi di perfezionamento (le cui lezioni spesso si svolgono con cadenza mensile e nei fine settimana) anche a coloro che vivono lontani dalla sede universitaria che li ha attivati, evitando così ulteriori spese aggiuntive per il viaggio.
Questo ovviamente per quanto riguarda le conoscenze teoriche ma, nell’ambito della ricerca scientifica universitaria nei settori della farmacologia, biologia, chimica, biotecnologie, le più moderne e funzionali tecnologie di comunicazione non possono colmare la distanza dai laboratori sperimentali. Ricercatori, dottorandi, assegnisti e studenti - che con le loro tesi sperimentali forniscono un tassello importante alle conoscenze scientifiche - costituiscono il gruppo di ricerca che interagisce e si confronta quotidianamente in laboratorio. Le tecniche di analisi, le procedure e la manualità per l’uso di una pipetta o di una multicanale, l’utilizzo e la  programmazione di uno strumento sono cose che si apprendono osservando dal vivo e con la pratica. I gruppi sono in contatto, a distanza appunto e attraverso il web, ma il loro lavoro sperimentale resta ‘sospeso’, aspettando, speriamo ancora per poco, di poter indossare nuovamente il camice che è rimasto appeso in laboratorio.

Marco Angarano


 

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