Editoriale - giugno 2020

Camminare tra gli alberi del parco ai confini della metropoli, ancora deserto vista l’ora mattutina, abbassare la mascherina e sentire profumi di primavera e aria leggera. Non è certo l’aria che si respira camminando tra i monti, ma è decisamente diversa da quella che si respirava negli stessi luoghi metropolitani fino a un paio di mesi fa.
Una delle conseguenze oggettive della pandemia da SARS-CoV-2 è senza dubbio l’effetto che si è avuto sull’ambiente e sull’inquinamento. Le foto scattate dai satelliti della NASA e dell’Agenzia Spaziale Euro-pea (ESA) nelle settimane successive alla chiusura delle attività produttive in tutto il mondo sono esplicite: ritraggono una Terra ‘nuda’ e priva delle nuvole di gas tossici sopra i distretti industriali e sulle città.

Il calo delle emissioni di biossido di azoto rilasciate da veicoli a motore, impianti industriali e centrali elettriche è stato drastico. Il Center for research on energy and clean air (Crea) di Helsinki ha valutato che in Europa le emissioni di biossido di azoto siano diminuite del 43% mentre i valori dei particolati (i famigerati PM 10 e 2,5) sono calati del 10%. Dati in linea con quelli rilevati anche dall’ESA nei cieli di Roma e Milano, 45% di inquinanti in meno rispetto ai dati dello scorso anno. Il Crea stima che questa diminuzione abbia evitato in Europa circa 11.000 decessi legati all’inquinamento atmosferico; certo una piccola consolazione rispetto a quanto ha provocato il COVID-19. Ma è un dato che penso possa avere un peso su tante scelte future, a cominciare da quelle legate alla mobilità. Sono tanti i discorsi che si leggono e si ascoltano sulla consapevolezza acquisita in questo periodo e sui cambiamenti da attuare alla fine della pandemia, proprio a cominciare da una mobilità rinnovata nelle grandi città, che potrebbe partire innanzitutto da una visione diversa rispetto ai mezzi che si possono utilizzare per muoversi (in questo periodo, a Milano, in bicicletta ci si spostava decisamente con comodità e in sicurezza visto lo scarso traffico). La possibilità di lavorare agilmente da casa (per chi ne ha avuto l’opportunità, ovviamente), è stata ampiamente testata con successo e si è rivelata una cosa possibile, un altro fattore che può ridurre gli spostamenti delle persone, a mio parere ridonando il piacere di uscire di casa senza esserne obbligato.

Ricominciare: v. tr. e intr. [comp. di ri- e cominciare] (io ricomìncio, ecc.). – 1. tr. Cominciare daccapo, riprendere dopo una interruzione più o meno lunga. 2. intr. (aus. essere) Avere nuovo inizio.
è significato di questo verbo secondo il dizionario Treccani.

Oggi si ricomincia, si riparte. In quale direzione, lo vedremo.

Marco Angarano


 

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