Editoriale - maggio 2021

Sono organismi eterotrofi, ma con caratteristiche biologiche diverse da quelle degli animali, come pure delle piante, e per questo sono classificati in un loro Regno. Ampiamente conosciuti e apprezzati per il loro utilizzo nei risotti e con la polenta, come in altri piatti a seconda delle latitudini, i funghi sono noti soprattutto per la loro tossicità e la capacità di causare malattie. Secondo lo “State of the World’s Plants and Fungi 2020” realizzato dai Royal Botanical Gardens - Kew, nel 2019 sono state classificate per la prima volta 1886 specie di funghi e 1942 di piante; un lavoro recentissimo pubblicato sulla rivista scientifica “Fungal Diversity” stima che le specie di funghi ammontino a circa 6,2 milioni, il che significherebbe che sul nostro pianeta sarebbero comunque in un numero 15 volte superiore a quello delle piante.
Proprio nella Millenium Seed Bank dei Kew Gardens, in cui sono conservati oltre 2,3 miliardi di semi di quasi 40.000 specie, durante dei lavori di “manutenzione” dei semi, in molti di essi sono stati scoperti centinaia di funghi, alcuni dei quali sicuramente sconosciuti alla scienza, che saranno prossimamente oggetto di studio dei ricercatori. Le potenzialità dei funghi sono innumerevoli in diversi campi e la ricerca ed è in aumento la ricerca sulle loro attività. Funghi saprofiti “riciclano” la materia organica restituendo al terreno i nutrienti per le piante. Più famosi i funghi micorrizici, che creano una relazione di reciproco interesse con le radici delle piante, aiutando ad assorbire acqua e sostanze nutritive in cambio di carboidrati. Per non parlare del lievito di birra, basilare per alimenti e bevande di uso quotidiano. A Chernobyl, teatro del più grave incidente nucleare della storia, sono stati scoperti funghi radiotrofici in grado di convertire i raggi gamma in energia chimica necessaria per la loro crescita, ed è stato ipotizzato un loro ruolo per la protezione degli astronauti dalle radiazioni nello spazio. Di recente negli USA, nell’ambito della psichiatria e della psicoterapia, si è rinnovato l’interesse verso la sperimentazione clinica di sostanze psichedeliche come la psilocibina, contenuta in alcuni generi di funghi, o il “mitico” allucinogeno LSD, sintetizzato a partire dall’acido lisergico contenuto in Claviceps purpurea, fungo che infesta la segale e che in passato causò fenomeni allucinatori diffusi nelle comunità che utilizzavano il cereale contaminato per la loro alimentazione. In diverse popolazioni dell’America Meridionale l’uso di funghi allucinogeni nei rituali religiosi è ancora molto diffuso, mentre l’uso a scopo medicinale è patrimonio secolare di diverse medicine tradizionali, in particolare quelle orientali a cominciare da quella cinese. La ricerca sull’uso terapeutico dei funghi, si sta diffondendo sempre più anche nei paesi occidentali; il focus di questo mese, dedicato alla micoterapia, spazia dalle loro proprietà come nootropi, in grado cioè di migliorare le capacità cognitive, al possibile utilizzo come ingredienti funzionali nei prodotti cosmetici.
Buona lettura.
Marco Angarano

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