Veterinaria

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La fitoterapia ha vaste e valide applicazioni anche nel campo della veterinaria. Animali da compagnia e animali da reddito possono essere efficacemente curati sfruttando le molteplici proprietà delle piante. Fitoterapia e veterinaria possono dunque viaggiare proficuamente sullo stesso binario.

L'impiego dei fitoterapici nel trattamento delle ferite in medicina veterinaria

David Carella

Nella pratica clinico terapeutica di chi giornalmente esercita la professione di Medico Veterinario, il trattamento delle ferite a carico dell’apparato tegumentario investe percentualmente una discreta parte della casistica. Vediamo quale può essere l’approccio “alternativo” operato sul campo utilizzando i rimedi offerti dalla fitoterapia.

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Fitoterapia e apparato locomotore nel cane

Nella medicina veterinaria è sempre più in crescita l’utilizzo della fitoterapia per affrontare i disturbi degli animali da compagnia come di quelli da reddito, una tendenza che sarà documentata da una serie di articoli legati all’esperienza “sul campo” di un veterinario.

Tornando indietro con la memoria di 20-30 anni e rivisitando i prontuari terapeutici allora in voga, fa quasi tenerezza ricordare come gli schemi di terapia impiegati in medicina veterinaria fossero, molto spesso, strettamente derivati dagli analoghi impiegati in terapia umana. Le posologie erano “avventurose”, e spesso neanche improntate al buon senso. Basti pensare che il dosaggio consigliato per un antibiotico in un cane di peso medio-grande (25/40 kg), scimmiottava quello proposto in terapia umana per un uomo adulto di 70-80 kg!
Molta strada è stata fatta da allora e non solo in materia di posologie.

Il prodotto erboristico in ambito veterinario

È in costante crescita l’utilizzo dei fitoderivati in ambito veterinario, sia per gli animali d’affezione sia per quelli da reddito, come si evidenzia nella ricerca che presentiamo. I vantaggi che ne giustificano l’uso sono numerosi e aumenta la richiesta degli operatori rispetto a un chiaro inquadramento normativo di questi prodotti.

Piantaggine maggiore: una promessa per il trattamento della mastite bovina

Il progetto PhytoVet delle Università di Trieste e di Udine individua principi attivi che potranno diventare una valida alternativa a cure più tradizionali...

Un animale da compagnia: il coniglio. La Pasteurellosi

L’Eucalipto ha una debole attività antisettica, ma, grazie alla molecola dell'eucaliptolo (1.8 cineolo), ha un'intensa attività balsamica (ammorbidente delle mucose respiratorie infiammate), decongestionante, espettorante e fluidificante della secrezione bronchiale. Per le sue attività è, quindi, particolarmente indicato contro tutte le infezioni dell'apparato respiratorio, soprattutto le forme con produzione di muco e materiale catarrale. Il Timo ha una specifica attività antibatterica nei confronti dei Mycoplasmi (batteri che spesso si associano alla Pateurellosi ed aggravano la malattia) ma, soprattutto, ha gli effetti mucolitici ed espettoranti La Santoreggia, l’Origano di Spagna e la Cannella sono potenti antisettici...

Cani e gatti anziani

...nella dieta è quindi fondamentale introdurre degli antiossidanti non solo quando il cane o il gatto presentano i segni manifesti dell'invecchiamento ma già quando l'animale è adulto...

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