Ricerca

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"Quanto più profondamente penetriamo nel mondo submicroscopico, tanto più ci rendiamo conto che il fisico moderno, parimenti al mistico orientale, è giunto a considerare il mondo come un insieme di componenti  inseparabili, interagenti e in modo continuo, e che l'uomo è parte integrante di questo sistema" da: Il Tao della fisica di Fritjof Capra ed. Adelphi - ed. Aboca.
Talvolta i giudizi dati dai ricercatori  sono basati solo su singole sostanze presenti  nella pianta e non sulla pianta nella sua complessità, totalità ed integrità. Oggi un prodotto, con una base di medesimi contenuti,  potrebbe essere  considerato "integratore alimentare" o "farmaco vegetale"  in base alle legislazioni vigenti  nei diversi Paesi in cui viene commercializzato.Non dobbiamo guardare il mondo della ricerca solo con la  luce intrappolata di un piccolo led. E' più che mai necessario aprirsi  a tutto il mondo. Perciò parte degli articoli che troverete in questa sezione anche in lingua originale, sono stati tratti dalla nostra sezione "English section".

Valorizzazione di scarti della filiera agro-alimentare di Phaseolus vulgaris L.

Marco Spalluto 
 
Il lavoro che presentiamo s’inserisce in una progettualità di più ampio respiro denominata BIOFACE (“Biomolecole dalla valorizzazione integrata di sottoprodotti agroalimentari per applicazioni sostenibili con finalità fitosanitarie, alimentari, ed energetiche” – Programma di Sviluppo Rurale PSR 2014-2020 Op. 16.1.01 – GO PEI-Agri – FA 5C) finanziata dalla Regione Emilia Romagna e che prevede, tra le sue azioni, la valorizzazione di prodotti di scarto della filiera agro-alimentare, attraverso metodiche proprie della green chemistry. Questi sottoprodotti diventano oggetto di ricerca per valorizzare le sostanze in essi contenuti, come polifenoli e altri metaboliti d’interesse e proporne un utilizzo in un contesto sia fitosanitario sia salutistico.
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Infezioni da Malassezia. Il possibile ruolo delle sostanze naturali nella profilassi e terapia

 

Margherita Ciani, Cristiana Sacco, Anna Rita Bilia

Tra le miriadi di microrganismi che vivono sulla nostra cute, le diverse specie del lievito Malassezia rappresentano circa l’80% della popolazione fungina. In alcune di esse vari fattori possono innescare meccanismi patogeni, i quali causano disturbi come le dermatiti e la forfora.
Alcuni oli essenziali e altri prodotti di origine vegetale rappresentano un valido strumento per contrastare queste patologie e i fenomeni di resistenza collegati.

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Dal Nuovo Ricettario Fiorentino del 1498 un’opportunità per il controllo delle cariche microbiche ambientali in farmacia

 

Fabrizio Gelmini, Giovanna Zucconi, Cristian Testa, Stefania Angioletti, Giangiacomo Beretta

 

Dalle conoscenze tradizionali all’attualità, in questo interessante studio è stata valutata, con i metodi della moderna ricerca scientifica, l’efficacia di una antica formulazione a base di oli essenziali nel ridurre la carica batterica ambientale diffondendola in un luogo molto frequentato e di notevole passaggio: la storica Farmacia Comunale Santa Maria Novella, ubicata nella stazione ferroviaria di Firenze.

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Potenzialità terapeutiche dell'agave nell'osteosarcoma

 

 Sabrina Strano, Claudio Pulito, Sara Donzelli, Giovanni Blandino

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’incidenza dei tumori non diminuisce, nonostante i progressi nel campo della prevenzione, della diagnostica e della terapia. Ricerche recenti lasciano supporre che i fattori ambientali epigenetici e la dieta abbiano un ruolo importante nella formazione dei tumori. La ricerca scientifica di nuove sostanze antitumorali si rivolge anche verso le piante medicinali, che racchiudono sostanze attive potenzialmente utili in campo oncologico perché in grado di colpire molteplici bersagli; una di queste è l’Agave, che mostra un’attività antiproliferativa nei confronti di un cosiddetto “tumore orfano”, l’osteosarcoma.

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Attività antimicrobica di oli essenziali di Cannabis sativa L. nei confronti di ceppi batterici di origine alimentare

 

 R. Iseppi, V. Brighenti, M. Licata, A. Lambertini, C. Sabia, P. Messi, F. Pellati, S. Benvenuti

Negli ultimi anni l’interesse per Cannabis sativa L. è cresciuto notevolmente, in particolar modo gli studi scientifici relativi a questa specie, si sono concentrati sull’ampio profilo farmacologico dei suoi cannabinoidi non psicoattivi, appartenenti alla classe dei terpenofenoli.
Il cannabidiolo (CBD) risulta essere il cannabinoide più studiato, in quanto vanta proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antibatteriche, anti-proliferative e neuroprotettive con effetti anti-convulsionanti.

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Composti naturali: importante risorsa per contrastare la farmaco-resistenza nelle infezioni da Helicobacter pylori

Silvia Di Lodovico, Mara Di Giulio, Luigina Cellini

Per contrastare la resistenza antibiotica, un problema di salute pubblica sempre più preoccupante, una strategia piena di potenzialità è quella di associare un composto naturale, che per le sue peculiatità è definito Antibiotic resistance Breakers, a un chemioantibiotico, in modo che la sinergia tra le due sostanze possa esercitare una maggiore e più efficace attività antimicrobica e contrastare il fenomeno della farmaco resistenza.

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