Coltivazione

Coltivazione

Il primo insediamento britannico in Nordamerica fu stabilito nel 1607 e chiamato Jamestown dal nome del re Giacomo I. La piccola colonia produttrice di tabacco sorse sulla East Coast, nella regione che sarebbe in seguito diventata lo stato della Virginia. Una delle controversie costanti si incentrò sul problema se si dovesse o no espandere la colonia...
Fra i massimi fautori dell'espansione c'era Nathaniel Bacon, che nel 1676 si ribellò al governatore Berkeley e organizzò una spedizione contro i nativi indiani. Berkeley, temendo una guerra su vasta scala, inviò i soldati a soffocarne la ribellione.  I soldati, pronti a muovere contro gli insorti, si accamparono in prossimità dei ribelli e cucinarono uno stufato , che insaporirono con una pianta che cresceva lì intorno. Qualche  minuto dopo  ogni pensiero di combattere era svanito. I soldati cominciarono a correre tutto intorno ridendo e gridando. Quel delirio continuò per undici giorni. L'esercito del governatore era stato sconfitto, non dagli uomini di Bakon, ma da un'umile pianta nota da allora in America, e più in generale nel mondo anglofono, come la Jamestown weed (l'erba di Jamestown), o nella corruzione moderna del nome, la Jimson weed.  Lo stramonio contiene i composti naturali atropina (Atropo era una delle tre Moire la dea greca che stabiliva per quanto tempo una persona dovesse vivere. Quando nasceva un bambino, le sue due sorelle, Cloto e Lachesi, filavano e misuravano il filo della vita, e Atropo lo tagliava) e scopolammina, che possono interferire con l'attività del sistema nervoso, producendo allucinazioni.
(da  Il genio della bottiglia, di Joe Schwarcz - Longanesi editore)

Influenza dell'epoca di raccolta sulle rese e la qualità degli OE di origano siciliano

 

Edoardo Napoli, Giuseppe Ruberto, Alessandra Carrubba

Con lo scopo di valutare le variazioni nel tempo delle rese e della composizione quali-quantitativa dell’olio essenziale, è stato condotto uno studio triennale (2013-2015) su tre popolazioni di origano coltivate in tre diverse località in territorio di Agrigento, programmando uno sfalcio a settimana a partire dall’inizio della fioritura (inizio di maggio) fino al momento tipico della raccolta (fine giugno).
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Effetto della disponibilità idrica sulla produzione e la resa in olio essenziale dell’aglio coltivato sulle colline molisane

Sebastiano Delfine, Franco Mastrodonato

 

Caratteristiche ambientali e strategia colturale, sono fondamentali sia per l’aspetto quantitativo che quello qualitativo. Oltre ai fattori genetici, infatti, anche questi aspetti influiscono sulla resa in oli essenziali. In questo studio, svolto in Molise, è stato evidenziato l’effetto della disponibilità idrica sulla resa quali-quantitativa di una coltura di aglio.

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Origanum vulgare L.: dalla coltivazione alla lavorazione del secco

Marco Ventimiglia, Andrea Primavera, Valentina Fuoco

L’origano è una delle aromatiche più importanti in Italia in termini di superficie coltivata, con un’ottima resa e una qualità decisamente elevata, ma purtroppo il suo prezzo resta alto rispetto al prodotto di origine turca, in particolare per il macinato. Un approccio maggiormente industriale alla coltura, con l’aumento della meccanizzazione della raccolta e delle successive lavorazioni è auspicabile per una maggiore competitività sul mercato.

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Trattamento delle piante officinali, aromatiche e medicinali tramite tecniche fisiche per il controllo dei parassiti e della carica microbica

Marco Ventimiglia, Andrea primavera

Le caratteristiche organolettiche e l’integrità del fitocomplesso di una pianta devono essere conservate anche dopo la raccolta e l’essicazione. Proprio la fase di conservazione e immagazzinamento risulta critica per le possibili infestazioni di parassiti, che possono compromettere la qualità delle erbe. Proponiamo in questo articolo una panoramica di alcune tecniche di trattamento sicure ed efficaci.

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L’oro rosso della montagna

Daniela Pentimalli, Luca Giupponi, Sara Panseri, Annamaria Giorgi

Per le sue modalità di produzione lo zafferano è la spezia più cara nel mondo e potrebbe rappresentare perciò un’interessante opportunità economica per piccole e medie aziende agricole multifunzionali delle aree di montagna.
Per supportare questa produzione “di nicchia”, il Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna ha attuato uno studio sulla qualità dello zafferano proveniente da coltivazioni delle zone alpine e offre una serie di servizi agli agricoltori che desiderano inziare la sua coltivazione.

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Mentha suaveolens – studio di adattabilità agronomica in diversi ecosistemi della sicilia sud-orientale finalizzato alla produzione di olio essenziale

Paolo Pironti, Fabrizio Medulla, Fabrizio Gelmini

Tra le piante aromatiche originarie del bacino mediterraneo, Mentha suaveolens si fa apprezzare per la composizione del suo fitocomplesso ricco di principi attivi e con proprietà biologiche che spaziano da quella antivirale a quella antiossidante. In questo studio, terreno e clima della Sicilia hanno dimostrato la loro potenzialità per la produzione ottimale di questa pianta e del suo olio essenziale, in termini di quantità e di qualità.

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